sabato, 06 ottobre 2007
Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post al proprio blog.
(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post)
Non si tratta di politica partigiana ma di democrazia e diritti umani basilari. Per favore aiutate a prevenire una tragedia umana in Birmania (Myanmar) aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso.
Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro.
In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.
come partecipare:
copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale
1081081081234
Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.
La situazione in Birmania (Burma o Myanmar) e perchè ci interessa
Non esiste libertà di stampa in Birmania, il governo ha cominciato mettendo fuori uso internet e gli altri mezzi di comunicazione, diventa quindi difficile mandare notizie al di fuori del paese. Gli individui in loco hanno continuato ad inviare i loro reportage giornalieri alla BBC e sono strazianti.
Vi incoraggio a leggerli di persona per farvi un'idea su cosa stia succedendo. Qua sotto trovate il link, che pregherei di lasciare nel post che copierete.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm
La situazione è incredibilmente pericolosa: centinaia di migliaia di dimostranti pacifici, compresi monaci e monache, stanno rischiando la loro vita per marciare a favore della democrazia e contro una dittatura militare ben armata e impopolare che non si arresta di fronte a niente pur di continuare col suo governo repressivo. Mentre i generali e le loro famiglie sono letteralmente cosparsi di oro e diamanti, il popolo è stato impoverito, deprivato dei diritti umani di base, tagliato fuori dal resto del mondo e sempre più a rischio di violenza.
Questa settimana il popolo birmano si è sollevato in modo unitario nelle più grandi dimostrazioni di piazza contro il governo Junta mai viste da decenni. E' un'incredibile dimostrazione di coraggio, dignità e democrazia in azione. Ma nonostante le proteste siano pacifiche, i militari stanno cominciando a usare la violenza. Secondo le fonti sono già diversi i morti e centinaia i feriti, quest'ultimi a causa di soldati che picchiano a sangue civili disarmati.
La situazione è probabilmente peggiore di quanto sembri, ma le uniche notizie che abbiamo ci arrivano per vie traverse da individui che riescono a sfuggire al controllo delle autorità. Purtroppo sembra trattarsi di un bagno di sangue su larga scala dove le vittime sono principalmente donne, bambini, anziani, monaci e monache.
Al contrario di quanto affermato dai governi di Birmania, Russia e Cina questo non è solo un argomento di politica interna locale, è un argomento di importanza globale e ha risonanza nell'intera comunità globale. In quanto cittadini, non possiamo permettere che nessun governo in nessuna parte del mondo usi l'esercito per attaccare ed uccidere cittadini disarmati durante una protesta pacifica.
La violenza contro cittadini disarmati è inaccettabile in questa epoca, e se può accadere senza serie conseguenze per i responsabili, crea un precedente che può ripetersi in qualsiasi altro paese. Se vogliamo un mondo più pacifico, sta ad ognuno di noi prendere posizione quando questi argomenti fondamentali si presentano.
venerdì, 08 giugno 2007
RINGRAZIO ANCORA TUTTI I PARTECIPANTI AL CONCORSO
"TORRE DI BABELE"
Ricordo che tra i frequentatori abituali e i visitatori del sito EQUILIBRIARTE e del mio BLOG: TORRE DI BABELE i concorrenti hanno inviato, al mio indirizzo e-mail, 14 (quattordici) racconti brevi con un massimo di 100 parole.
Coadiuvato da quattro amici lettori: uno scrittore, un poeta, un critico d’arte, ed un pittore, sono stati proclamati i tre vincitori ai quali ho inviato: al Secondo racconto (Marzia Brunengo) e al Terzo racconto (Carlo Natali) classificati due serigrafie originali, numerate e firmate, autenticate con bollo a secco.
Ho inviato anche i libri ai racconti segnalati di:
Maria Privitera,
Rino Porrovecchio,
Lorenzo Paci
Barbara Bertoni,
Andrea Cirolla,
Lucia Capparrucci.
Il premio consistente in un’acquaforte originale dedicato al Primo racconto vinto da caliyuga non è stato inviato poiché l'autore preferisce l'anonimato e non ha inviato un recapito utile per l'invio.
Il premio consistente in un libro vinto da Leftyboys non è stato inviato poiché anche questo autore è anonimo e non ha inviato un recapito utile per l'invio.
I loro racconti sono stati affidati alla dimensione virtuale e per tale ragione dovrei inviare loro due "premi" virtuali. Non lo faccio. Se volessero rinunciare all'anonimato *, possono inviarmi un recapito all'indirizzo privato. Mi consentiranno di onorare l'impegno assunto. In caso contrario mi libereranno pubblicamente con il loro silenzio/assenso dall'impegno morale di inviare i premi loro assegnati.
NO AGLI ANONIMI
* Questa esperienza mi è stata utile per riflettere che si può superare la "dimensione virtuale" se si rinuncia alla finzione del nickname e dell'anonimato.
Nascondersi, fingere di essere diversi da quello che si è nella realtà, serve soltanto a non ammettere, soprattutto a se stessi, che i valori della cultura passano inevitabilmente dalla ricerca e dall'affermazione della verità.
Non avere il coraggio della propria identità reale per esprimersi, comunicare alla luce del sole, sotto lo stesso cielo, nella condivisione corale dell'esistenza, mi conferma la convinzione che è difficile essere uomini generosamente inseriti nel progetto culturale di una umanità sana, civile e consapevole.
NO AGLI ANONIMI
Ringrazio, ancora, in particolare:
mariaprivi.splinder.com/
rinoporrovecchio.splinder.com/
(E’ doveroso, da parte mia, dire che l’idea di questo concorso si è ispirato all’idea di Caliyuga, SCRIVERE LIBERO 100 che, ancora una volta, pubblicamente ringrazio).
mercoledì, 25 aprile 2007
Nel deserto di quei due cuori, conosciuti in un tempo remoto, albergava uno sconfortante silenzio. Combattevano, parlandone animosamente, quasi con livore, convinti di conquistare il miraggio romantico di un rivoluzionario nuovo tempo a venire.
In clandestinità le due creature, disperatamente difendevano i loro deserti, la vanità. Credevano, i finti guerrieri, fosse conquista, vittoria, sentenza, e solidali si sostenevano a vicenda in confronti senza scopi.
Lunghe discussioni, senza arte nè parte, albergavano nella precaria tenda. Compiaciuti si dicevano a gran voce: “siamo anime elette”.
Diversi erano però i due mondi. L’uno ricordava, rimpiangeva, immaginava per sostenere la sua compagna; ma dei suoi pensieri, convinto non era. L’altra sognava partenze ed approdi verso mete ambìte; di fatto aveva compiuto un solo viaggio nella sua fragile esistenza.
Era il suo, ne parlavano tutti, il viaggio della speranza in terra straniera, e di ciò si mormorò a lungo, perché a casa e in città si seppe, partì da clandestina, di notte, nascosta anche a se stessa. Forte, dentro quella tenda, fu il senso del loro solidale accanirsi.
Lo straniero errante li conobbe un giorno, per caso, navigando su una nave del deserto. Fu empatia, gioco, ironia quel che li colse all’improvviso, senza preavviso.
Sorrise loro, lo straniero sul cammello, e portava dei regali libri e disegni per ingraziarseli, per amicizia. Lei sospettosa, sicura di sè e delle sue fragili certezze, li considerò minacce, perigliosi ultimi addii, alienati sconforti, rovinosi plagi e ma ad essi contrapponeva i propri vizi, contrabbandava l’antica, da tutti conosciuta e condannata, sconfitta con isteriche parole di fuoco.
Parlarono i finti condottieri dalla lunga lancia, tra loro, come si conviene nei buoni salotti d’occidente, di una civiltà perduta nella giungla, dell’”altrove”, ma lo facevano da clandestini. Di molto altro parlarono. (Immaginato e sofferto era l’abbaglio della loro contemporaneità). Non ne traevano conforto alcuno. In alto, intanto, il sole bruciava. Nessun rifugio era loro consentito, se non la fragile tenda. Ce l’avrebbero fatta?
“Povere creature, eppure si vive una volta sola”, suggerì loro seppur ad alta voce, con discrezione, come per un saluto, allontanandosi. Accompagnato da sconfortata melanconia, sapeva che non si sarebbero più incontrati. Lo straniero, si distrasse carezzando il cammello e sorrise. Doveva piuttosto pensare al suo periglioso viaggio di ritorno nella banalità delle povere cose quotidiane.
(dall’isola del sole, l’ultimo giorno di primavera)
martedì, 17 aprile 2007
Torre di Babele
Si cercava di arrivare sempre più in alto in quel pomeriggio d'agosto.
La vetta era lontana, ma il sogno di arrivarci si faceva sempre più
vicino. Non eravamo in molti a compiere "l'impresa", la chiamavano così
i diffidenti, quelli che si coltivavano il proprio orticello, a valle.
Volevamo la libertà, ma solo pochi ce l'avrebbero fatta. Passò molto
tempo e molto sudore sorse dalle fronti per arrivare ai piedi e
perdersi nella terra polverosa. Scossi nel silenzio di tomba da un
frastuono quasi ovattato in lontananza. Arrivammo a notte fonda e la
folla diversa e unità ci "disse" che un altro Mondo era possibile.
autore: "krepa@tiscali.it" krepa@tiscali.it
postato da: dalessandroblog alle ore aprile 17, 2007 00:04 |
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martedì, 17 aprile 2007
La Torre di Babele
Il caldo incendia i polmoni, i muscoli si contraggono apparentemente instancabili in un silenzio operoso. L’aspettativa compagna insonne permea l’aria, mentre gli uomini lavorano gli uni di fianco agli altri; hanno un sogno grandioso e lo vedono avvicinarsi mentre l’ingegno si fa pietra.
Tacciono gli attrezzi. Silenzio; poi un brusio comincia a levarsi.
Si è sgretolato il sogno come argilla cotta male, ora echi di voci rimbalzano e si diffondono, il linguaggio fende l’aria, le parole scavano i materiali, ma gli uomini non si possono sentire, non si vogliono ascoltare…
Continuano a parlare.
autore: Rigel
"luma-ka@libero.it" luma-ka@libero.it
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martedì, 17 aprile 2007
Pedalando contro Apollo
Sfoggiavo una camminata sicura quanto le mie convinzioni, frettolosa come quei progetti che balenavano nella mente. Una danza di luccicanti sogni di progresso mi rendeva orgoglioso, come il bimbo che trova l'equilibrio della prima pedalata. La testa alzata; forse per ricambiare il saluto di quelle persone eleganti: dall'alto mi guardavano, impazienti di condividere la vertiginosa quota del successo. Una pedalata. Un passo. Urto fragoroso. Urlo di dolore lancinante. L'impatto del mento distratto, rivolto al cielo, contro quella colonna possente, purissimo marmo oscillante. Della Torre, non resteranno altro che le candide fondamenta, dimentic ate. Uno sciame di vetri, lame metalliche, ricopriranno tutto.
autore:Paolo Malacrida
Paolo paoloween@yahoo.it
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martedì, 17 aprile 2007
La torre di Babele
Quando si dovette costruire una grande torre in un luogo imprecisato della città, i padri dell’idea aprirono ad un atto che fatto non fu mai. Si diceva fosse colpa della cosa dimorante in loro. Per questo un temerario la cercò. Giunse al corpo, rovistò tra le sue e altrui budella. Ma la cosa dimora altrove, con lucentezza tale da non poterla guardare, diceva il vecchio che lo accompagnava celando gli occhi.
Tuttavia il temerario vide, e quando riferì nessuno si stupì di sapere che quella cosa era un asino seduto, bardato e ragliante. Ma poco importava, tornarono presto a costruire.
Autore:Andrea Cirolla,
(www.aditus.splinder.com )
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sabato, 14 aprile 2007
Alla torre di Babele partecipai come operaio.
Anche del mio sudore e del mio sangue si fece cemento per saldare le pietre.
Sempre più su, sempre più su... Ogni giorno uguale all'altro.
Finché un giorno fu diverso da tutti gli altri.
Distolsi per un momento gli occhi dal lavoro e guardai giù.
Mi prese vertigine d'un tratto e caddi - a testa in giù- verso l'abisso.
Non seppi più niente di quello che accadde dopo.
Per me, solo il silenzio.
giovedì, 12 aprile 2007
I VINCITORI DEI RACCONTI TORRE DI BABELE SU EQUILIBRIARTE
http://www.equilibriarte.org/nicolodalessandro/blog/archive/2007/04/03
Il numero dei racconti partecipanti: 14.
Il livello della scrittura è ottimo.
I lettori:
Nicolò D’Alessandro (grafico e critico d’arte)
Lucio Zinna (scrittore e saggista)
Piero Carbone (scrittore e saggista)
Edo Janich (incisore)
Aurelia Sinagra (docente di lettere)
Totò Vitrano (scultore)
Gino Merlina (pittore)
Ivana Corvaia (docente di lettere)
Il tempo di lettura sarà apparso sproporzionatamente lungo rispetto al numero dei racconti partecipanti e alla loro relativa lunghezza. Non è così.
Mi sono posto sin dall’inizio, nel proporre questo concorso di scrittura creativa, ampiamente ispirato (se non clonato) all’idea “SCRIVERE LIBERO 100”, caliyuga.splinder.com/ , con il limite di sole 100 parole, il problema della comunicazione, attraverso il web, che costruisca invece che allontanare.
Scrive caliyuga: “In un mondo povero di idee, quelle poche che ci sono, vanno a ruba. Qui l'unico intento è quello di divertirsi, lasciar andare il proprio estro creativo, stare insieme e liberare qualche parola spontanea partendo da un tema dato. Lavorare per soggetti è la migliore palestra per affinare il proprio stile. Scrivere quello che si vuole come gira va anche bene, ma alla lunga potrebbe ruotare tutto troppo su se stesso. Cerchiamo di andare un po' oltre; i limiti non devono spaventare, si superano. "SCRIVERE LIBERO 100" vuole diventare un impegno settimanale abituale, un appuntamento con la scrittura ludica dove non esiste né critica né giudizio. Regaliamo un contributo personale e lo lasciamo volare verso gli altri. Tutto qua. Che sia una buona settimana. Benvenuti i nuovi, buon divertimento. (ditelo pure in giro)”.
Scrive Maria Privi: “Ho partecipato (al concorso: Torre di Babele) con due pezzi. Il limite di 100 parole (titolo incluso non so) rende intrigante la scrittura, piacevole ed agile la lettura. Il web ama la sintesi, leggere sul monitor stanca. La necessità di sintesi ci obbliga ad una sensata costruzione del testo senza inutili sbrodolamenti ed artificiosi inserimenti, ci obbliga a scelte, a castrare (meglio disciplinare) il nostro ego scriptorio. Mi piace, mi piace assai questo tipo di concorso e vi invito alla lettura ed al commento in entrambi i siti, da Nicolò e da Michele -vedi post precedente. Io, che sono endemicamnte indisciplinatissima, amo le regole nelle cose dell'arte. La creatività ha bisogno di paletti, sta poi al "creatore" saperli superare, esser capace di trasformare le regole in porte verso la libertà. La creatività non è mai libera, è progetto. Si esplica attraverso codici, mezzi, canali, veicoli, tecniche. L'originalità è capacità di risolvere i problemi in maniera nuova ed efficace, non è originalità fino a se stessa, non ha nulla a che vedere con il "facciamolo strano".
A questi due interventi, vorrei aggiungere qualche riflessione ad alta voce che spero possa servirci.
Perché un Concorso a premi?
Nel Blog di Maria Privi (Maria Privitera) mariaprivi.splinder.com/ ho precisato che: I premi sono un pretestuoso, mascherato, giocoso regalo per gli amici di blog. (cos’è il premio se non un regalo?)
Il concorso a premi, è quindi un “pretesto” per correre alla conquista di se stessi attraverso il gioco (non propriamente) con gli altri. Insieme agli altri.
In tal senso, ho scritto, entrano in discussione: il viaggio, il viaggiatore e lo straniero.
Ed ancora del viaggio in sé: la partenza (un concorso), il transito (la scrittura creativa) e l’arrivo (il premio).
Chi è lo straniero (il qualunque non ben identificato bloggista Nicolò D’Alessandro) se non una creatura della fantasia che si materializza con le parole su un computer ?
È l'uomo sconosciuto potenzialmente nemico, potenzialmente rivale, “forse” amico.
Lo straniero che arriva viene posto di fronte ad alternative, che egli attiva con i propri comportamenti e scelte: sono le alternative amico-nemico, dio-uomo, contaminazione-potenza.
E’ lo stesso ospite potenziale, scrive Eric J. Leed, che si crea la possibilità di essere appunto ospite invece che nemico, quando si ferma e attende al di fuori dei confini del luogo, confini che sono animati dall'arrivo.
Porta dei (premi) regali lo straniero per ingraziarsi quelli che non conosce; per essere ospite di un habitat comune di sofferta riflessione e concentrazione nel sottile, perverso percorso (il transito) della scrittura come strumento di conoscenza di sé stessi, per sé stessi e per gli altri.
Perché il racconto?
Un’altra riflessione:
La scrittura virtuale invita alla “velocità”, alla sintesi esemplificativa e porterebbe all’afasia della parola comunicante valori. Credo, con ostinata fiducia, che sia ancora possibile restituire alla parola la funzione evocativa del racconto non fine a se stesso, ma evocatore di pensieri, di rivelazioni improvvise, di disvelamenti, di umanità, di valori condivisi.
Vorrei riaffermare il principio che la scrittura si muova sullo spiazzamento della scrittura funzionale al linguaggio tout court, sino al superamento "della traduzione fedele del parlato”, per riappropriarci della “funzione narrativa” come fondamentale esperienza formativa della “concentrazione” e della “riflessione”, basate sulle idee e sui valori condivisibili.
Basterebbe riflettere su ciò che viene postato in rete e visitare i blog dei giovanissimi (dai 12 in poi) e dai blog (dai 18 in su) per capire quanto bisogno ci sia del “recupero” del significato della parola che non sia soltanto comunicante, e che si traduca anche in una opportuna occasione di riflessione che vada oltre l’omologata concezione della scrittura funzionale, fortemente inquinata del “linguaggio” televisivo e consumistico in generale.
Ringrazio, tutti indistintamente, gli “autori dei racconti” che hanno voluto dedicare il loro tempo a questo concorso e i “lettori” che hanno seguito con interesse e professionalità i lavori.
I RACCONTI PREMIATI
Il risultato della lettura dei 14 racconti pervenuti sul tema proposto: Torre di Babele
è stato il seguente:
1° Caliyuga PRIMO PREMIO
Torre di Babele
Morì strozzato da una calzetta di nylon.
Sul tavolo poche cose: un bicchiere con un fondo viola, probabilmente
bevanda alle prugne, un sasso di fiume, un blocchetto per schizzi e appunti,
cinque palline per giocolare, un biglietto per Babele.
Nella tasca interna della giacca solo alcune fototessere in bianco e nero e
un ritaglio di giornale strappato: "La Torre della superbia, in un dipinto
di Pieter Brughel, 1563".
autore: caliyuga
blog: caliyuga.splinder.com
Incisiva e originale trasposizione mitopoietica, in un fine ‘gioco ‘ di segni e simboli. Scrittura stilisticamente smaliziata.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
2° Marzia Bruni SECONDO PREMIO
La torre di Babele
Il relatore: "La Torre di Babele è la fonte primaria della forma del nostro DNA,
ci stupisce per la rappresentazione di una scoperta scientifica recente, che già
si trovava nella Bibbia in un capitolo della Genesi!
Su questo DNA galoppano idee, cultura, musica e passione.
E' la strada da percorrere per diventare e capire noi stessi,
è la nostra torre di Babele personale nel cui interno ci sono
tutte le lingue dei nostri corpi e delle nostre menti,
è difficile comprenderne il significato e trovarne una traduzione appropriata,
l'unica soluzione è tentare."Applausi!
autore: marziabrunny
e-mail: marziabrunny@libero.it
Affabulante attualizzazione del mito (con l’originale, ventilata ‘correlazione-confusione'
tra Genesi e Genetica), peraltro connotata da un retrogusto finemente surreale.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
3° Carlo Natali (Cnat) TERZO PREMIO
La torre di Babele
se non fosse vero, sarebbe un racconto banale.
«buongiorno. è qui che si ottiene il certificato di regolarità?»
«si, ma dovrà prima regolarizzare la sua posizione»
«e come posso fare?»
«dovrà andare all'ufficio in centro e farsi rilasciare l'appropriato
certificato»
«buongiorno. è qui che certificate la regolarizzazione della posizione?»
«si, ma dovrà prima presentare l'apposito certificato di regolarità»
«e come posso fare?»
«dovrà andare all'ufficio periferico e farsi rilasciare l'appropriato
certificato»
autore: Carlo Natali (Cnat)
/cnat
L’autore sviluppa il tema della burocrazia come esercizio di quotidiana Babele. La banalità spocchiosa , la vuotaggine inerte e – peggio – quella attiva, che si traducono nello spreco di tempo e di energie, sono fondamenta (e perno) di ogni ‘confusione’. Narrazione costituita in toto da un agile dialogato.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
Considerato l’alto livello della scrittura e delle varie “segnalazioni” che sono emerse nel corso delle discussioni del gruppo dei lettori aggiungo altri (4) quattro premi (libri) in regalo che invierò agli autori.
Le Motivazioni riguardanti altri 5 testi segnalati:
Alberto Massarelli SEGNALAZIONE
La torre di Babele
Nessuno crede a quanto è scritto nel foglio che va mostrando in giro.
Il fatto è che, translitterato e tradotto il testo, nell’eccitazione, Forbes
lasciò cadere a terra il reperto.
Tavoletta XXI - Babilonese standard - Deposito di Guzana:
Io, Nasiru lo scriba, ti invoco, Signora.
Ho visto scompiglio e violenza, la mia parentela è dispersa.
Quando il cielo ha gridato, Urad e Asipa, i due sacerdoti,
hanno parlato con detti stranieri
e la voce del re ha tonato parole mai udite.
Io sono smarrito e confuso, odo suoni ma non capisco parole.
I tuoi occhi benigni si posino su di me.
Autore: Alberto-Opposite Alberto Massarelli
Alberto_Massarelli@libero.it
Nel testo – stilisticamente apprezzabile per levità e incisività – realtà e mito, presente e passato si fondono come in crogiolo. Motivo di fondo è la comunicazione difficultata, già di per sé “torre di Babele”.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
Maria Privi SEGNALAZIONE
Elebab
Immaginate una mattina svegliarvi, dalla parte destra o sinistra non importa.
Sentire voci e voci, tra le voci risa e odori di spezie. Spezie speziate colorate dolci agri piccanti amare mielose.
Curcuma cumino peperoncino trigonella menta mentuccia fiordifinocchio rosmarino assafetida maggiorana cannella zenzero pepe neem...
Respirate, gli aromi entrano dalle nari, attorcigliano sciolgono viscere, escono dai fori: scorregge, alito, voce.
La vostra voce corre, voi dietro, s'incontra con altre, vi spingono fino in piazza grande: bolle un calderone alto come torre, intorno neri gialli grigi bianchi rossi annusano parlano ridono tutti assieme e si capiscono.
Autore: Maria Privi (Maria Privitera)
mariaprivi.splinder.com/
L’autrice sviluppa il tema attuando un singolare capovolgimento dell’asse: «annusano parlano ridono tutti assieme e si capiscono». Se funziona in noi la bussola sensoriale, se suoni sapori odori colori (nonché sensazioni tattili) si correlano in sintonia, non potrebbe esserci Babele. “Se”, appunto.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
Rino Porrovecchio SEGNALAZIONE
La rivolta dei grulli
Nel paese dei grulli ci fu un momento nel quale la gente sembrò non poterne più.
Nelle piazze si protestava ed indignava pubblicamente.
Casalinghe, impiegati ed operai, professionisti, studenti, imprenditori, grulli giovani ed anziani s’erano decisi a dire basta.
Tutti i grulli, stanchi, sembrarono voler la stessa cosa: cambiare tutto.
Tante le discussioni. E tante furono le proposte. Tutte diverse.
Il governo, messo alle strette, accontentò i grulli.
I partiti dei bianchi e dei neri divennero quelli dei rossi e dei verdi.
Il governatore si chiamò presidente, le tasse contributi,
e persino il paese prima detto “Grullia” fu chiamato “Citrullia”.
Autore: Rino Porrovecchio
rinoporrovecchio.splinder.com/
La stupidità come Babele. Scambiare il fittizio per essenza, l’apparenza per sostanzialità, costituisce un modo inconsapevole di costruire la ‘torre’ e di arrampicarvisi. Efficace il modulo narrativo adottato.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
Lorenzo Paci (Lò) SEGNALAZIONE
Sali sulla torre
Vai un po’ più in alto che si vede il mare,
sali le scale, non disturbare
Ma non capisco, scendono tutti,
mi guardan brutto, fan scarabocchi,
sulle pareti di questa torre,
sopra i gradini di questa scala,
scendono tutti con aria strana.
Sembrano quasi non sapere che da più in alto si vede il mare,
ma siam sicuri che è proprio vero?
non è un inganno del telegiornale???
Farfuglian cose, si sputano addosso,
fanno disegni, muovono mani,
sembran capirsi sempre di meno,
sembrano quasi non esser più umani.
…In sottofondo quel che rimane è però solo il rumore del mare.
Autore: Lorenzo Paci (Lò)
www.equilibriarte.org/lor3nz8
leftyboys SEGNALAZIONE
La torre di Babele
Il suo sangue capriccioso
svolazza sopra la sua personale
Torre di Babele
un enorme pipistrello
tra vicoli troppo stretti dalle luci stregate nel suo tormentato cuore.
Riesce a sentire oltre i canali il battito delle loro ali,
un palpito di una respirazione artificiale,
sotto una mascherina di plastica trasparente, in una grande sala
verdefredda operatoria.
“la ansia star lì svegli mentre ti frugano dentro ah,
quel chirurgo che riuscirà a toccarti da qualche parte
così a fondo da non credere”.
Il vaporetto palpita,
pare il pulsare sommerso di un essere umano,
quello che lei ha rifiutato di essere.
autore: leftyboys
leftyboys@fastwebnet.it
Il tunnel della malattia è l’equivalente della Torre di Babele, della quale sono, rispettivamente, la formula orizzontale e quella verticale. L’incapacità di ascolto è la radice dell’incomprensione linguistica e concettuale.
(Lucio Zinna) Palermo 6 aprile 2007
p.s. I vincitori sono pregati dopo l'assegnazione di mandare al mio indirizzo e-mail : nicolodalessandro@virgilio.it
il recapito per potere inviare l'acquaforte e le serigrafie.
Lo stesso per gli autori segnalati per poter inviare i libri.
GLI ALTRI RACCONTI PERVENUTI AL CONCORSO
SARANNO PUBBLICATI SUCCESSIVAMENTE.
Grazie ancora
Nicolò D'Alessandro